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Chiusi
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mwjgChiusi è un mwjwcomune italiano di mwka8 048 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlqprovincia di Siena in mwlgToscana.

Contents

Clima
Storia
Teatro
Calcio
Note

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Geografia fisica

Chiusi è un comune che occupa il settore sud-orientale della mwmgprovincia di Siena e della mwmwToscana, al confine con l'mwnaUmbria (mwnqprovincia di Perugia).

È situato a un'altitudine di 398 m mwnws.l.m. nel mezzo della mwoaValdichiana senese.

Confina a nord con mwogMontepulciano, a nord-est con mwowCastiglione del Lago (PG), a est con mwpaCittà della Pieve (PG), a sud con mwpqCetona, a sud-ovest con mwpgSarteano e a ovest con mwpwChianciano Terme.

Territorio

• mwqwmwraClassificazione sismica: mwrqzona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003

Clima

• mwsqmwsgClassificazione climatica: mwswzona D, 2022 GR/G
• mwtqmwtgDiffusività atmosferica: mwtwalta, Ibimet CNR 2002

Storia

Storia antica

Le prime testimonianze archeologiche consistenti fanno risalire il primo insediamento nella zona all'mwvaEtà del Ferro, con ricchi corredi funerari a partire dall'VIII secolo a.C.cite-ref-pro-5-0[5]

La città etrusca di mwwgClevsins, diventata poi la latina mwwwClusium (mwxaKlysion, mwxqΚλύσιον in mwxggreco antico), aveva un'importanza fondamentale, poiché collocata sull'arteria che collegava mwxwRoma all'mwyaEtruria settentrionale, seguendo il mwyqTevere e il suo principale affluente, il Clanis, essendo il fondovalle dell'omonima valle estremamente fertilecite-ref-pro-5-1[5].

Le prime testimonianze scritte di Chiusi risalgono all'mwzwEllenismo, quando, in un documento di mwaaPolibio, compare il nome della città di Chiusi in relazione alle invasioni dei mwaqcelti. Seguono poi i racconti su personaggi come mwagArunte e il celebre lucumone chiusino mwawPorsennacite-ref-pro-5-2[5].

mwcqServio descrive Chiusi come una delle più antiche città mwcgetrusche, fondata da mwcwCluso, figlio di mwdaTirreno secondo alcune leggende, figlio di Telemaco, figlio di Ulisse secondo altre. Gli autori antichi la ricordano comunque come città antica e potente e ne lodano la fertilità del suolo. L'abitato etrusco si sviluppava sui tre colli sui quali sorse poi la città medievale e moderna. Tuttavia, è molto probabile che l'antico abitato della capitale chiusina si estendesse ben oltre l'attuale centro storico il quale, oggi, appare così limitato a seguito della successiva decadenza di epoca tardo medievale e rinascimentale. A ben vedere, Chiusi sorge su un colle da cui si domina la valle dell'antico mwdqfiume Clanis, nel punto d'incontro tra il mwdgClanis e l'odierna val di Tresa, ovverosia nel punto in cui le acque provenienti dal mwdwTrasimeno incontravano il mweaClanis (antecedentemente alla costruzione dell'emissario di S. Savino di epoca romana), ed era un luogo strategico nel bacino del mweqClanis (oggi val di Chiana)cite-ref-pro-5-3[5].

Il territorio della città-stato di Chiusi (mwgwager Clusinus, in latino) era estremamente vasto, tanto da comprendere una parte del mwhaTrasimeno (che era il confine tra le città-stato di Chiusi, mwhqCortona e mwhgPerugia), il monte mwhwCetona, il monte mwiaAmiata, il monte Arale, la Val d'Orcia e, in definitiva, una parte delle odierne province di mwiqGrosseto, mwigPerugia, mwiwSiena, mwjaTerni e in minor misura di mwjqArezzocite-ref-pro-5-4[5].

La centralità di Chiusi era altresì caratterizzata dal fatto di collocarsi su un percorso commerciale che dall'mwkwEtruria interna, attraverso il valico di Tolle, si immetteva in val d'Orcia e da lì si raggiungeva facilmente il mare attraverso le vie alzaie dell'mwlaOrcia e dell'mwlqOmbrone. Il valico di Tolle, a soli 10mwlg km dal colle chiusino e in diretto contatto visivo con esso, era il luogo ideale per il controllo chiusino della val d'Orcia e della cosiddetta mwlwvia marittima, e in particolare per lo sdoganamento delle merci dei viandanti, specie quelle provenienti dalla vicina mwmaOrvieto; in effetti, chi (venendo da sud) voleva recarsi a nord verso mwmqRoselle era costretto ad attraversare il territorio della città-stato di Chiusi e a lasciare una parte delle proprie merci a chi controllava la viabilitàcite-ref-pro-5-5[5].

Nel VII secolo a.C. venne introdotto il rito dell'mwnwinumazione e si diffusero le tombe a camera con pilastrocite-ref-pro-5-6[5].

Nel VI secolo a.C. Chiusi divenne una delle più importanti città della mwpqdodecapoli etrusca, primeggiando tra i mwpgPopuli etruschi, specie al tempo del lucumone mwpwPorsenna. A questo periodo risalgono i primi contatti certi con la neonata mwqaRoma, quando un'alleanza di Chiusi con mwqqArezzo, mwqgVolterra, mwqwVetulonia e mwraRoselle (l'attuale Grosseto) venne in aiuto ai mwrqLatini per sconfiggere mwrgTarquinio Prisco. Tra le tombe a camera del periodo spicca il mwrwtumulo di Poggio Gaiella, forse usato per il potente re mwsalucumone Porsenna, che mise mwsqRoma sotto assedio nel 506 a.C. e che, probabilmente, dominò altre città etrusche come la vicina Orvieto, tanto da divenirne "re", come evidenzia mwsgLivio. Risale a questo periodo il massimo splendore della città, con la nascita di un ceto medio-alto, i cui membri venivano sepolti in tombe articolate, scavate nell'mwswarenaria. Chiusi divenne inoltre un grande centro di importazione dall'mwtaAttica, che fungeva da luogo di smistamento per tutta l'mwtqEtruria interna. Accanto ai prodotti greci si sviluppò inoltre una consistente produzione locale, dove spicca quella del mwtgbuccherocite-ref-pro-5-7[5].

Il V secolo a.C. è testimoniato dalla produzione scultorea in mwvapietra fetida, estratta in loco, mentre si dovette aspettare la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. per vedere la nascita della fabbricazione dei tipici mwvqsarcofagi e mwvgurne, soprattutto in mwvwalabastro e mwwamarmo alabastrino. Nel II secolo si affiancò anche la produzione di urne cinerarie in mwwqterracottacite-ref-pro-5-8[5].

Dopo la sconfitta della lega etrusca ad opera dei Romani (III a.C.) l'mwxwEtruria fu progressivamente romanizzata e la città etrusca di Chiusi continuò a reggersi con proprie leggi e ad essere amministrata da nobili famiglie etrusche, legate all'aristocrazia romana, che consentirono la costruzione d'infrastrutture romane quali la consolare mwyaCassia (sec. II a.C.) e porti fluviali lungo il mwyqClanis, per l'utilità dell'emergente potenza romana. Nell'anno 87 a.C. mwygClusium divenne un importante municipio romano, corrispondendo l'mwywager Clusinum alle dimensioni dell'estinta città-stato, e i suoi abitanti erano probabilmente e in buona misura stanziati, tra l'altro, nel fondovalle, lungo la consolare Cassia e il navigabile Clanis, paralleli e attiguicite-ref-pro-5-9[5]. Chiusi continuava inoltre ad essere un punto nodale lungo la cosiddetta mw0avia marittima, ed era altresì il punto di arrivo della consolare mw0qAmerina, che dalla Stazione di mw0gBaccano (a nord di Roma) giungeva a mw0wClusium attraverso un percorso che si snodava per mw1aAmelia, mw1qTodi e mw1gPerugiacite-ref-pro-5-10[5].

Al tempo dell'imperatore Adriano fu realizzato un diverticolo della Cassia, all'altezza di Acquaviva, che collegò il municipio di Chiusi con la colonia senese (mw3aSena Iulia). Nel mw3q107 fu completata la consolare cosiddetta mw3gTraiana Nova che collegò mw3wBolsena (mw4aVolsinii Novi) con Chiusi, senza passare per mw4qOrvieto (abbandonata dopo la sconfitta etrusca) e le cui pietre miliari eccezionalmente non indicavano la distanza da mw4gRoma, ma dai confini di Chiusi (mw4wa fines Clusinorum), tanto era importante tale municipio e il suo mw5aager. Con la realizzazione di tali arterie stradali la centralità di Chiusi nell'mw5qEtruria settentrionale fu notevolmente accentuata. A Chiusi era probabilmente stanziato il comando della mw5gQuarta Legio (quarta legione) e certamente si trovavano importanti infrastrutture portuali, lungo il fiume navigabile, dove i copiosi cereali della valle del Clanis erano stoccati, lavorati e quindi trasportati a Roma (che in età imperiale contava quasi un milione di abitanti) per mezzo d'imbarcazioni fluvialicite-ref-pro-5-11[5].

È grazie alla centralità di Chiusi, posta lungo vie consolari (punto di arrivo dell'Amerina) e fluviali, e in particolare grazie alle sue origini etrusche (che rendevano i Chiusini aperti a nuove culture e religioni) che i cristiani, perseguitati a mw8aRoma, fuggivano da colà e si rifugiavano in grande numero nel municipio chiusino, tanto che a Chiusi sono tuttora presenti due catacombe paleocristiane, ambedue poste lungo le consolari, ovverosia S. Caterina lungo la mw8qvia Cassia e mw8gSanta Mustiola (patrona della città) ubicata lungo la via Amerina, a poche centinaia di metri dal ponte romano sul Clanis, attualmente sepolto dai sedimenticite-ref-pro-5-12[5]. In effetti vi sono tracce di vescovi, a Chiusi, quantomeno dal II secolo d.C.cite-ref-pro-5-13[5]

Il corpo della martire mw-aSanta Mustiola (di nobile famiglia, che fuggendo da mw-qRoma giunse a Chiusi attraverso la consolare Amerina), già deposto nell'omonima catacomba, nel IV secolo d.C. fu traslato nella basilica a lei dedicata, posta sopra detta catacomba, e collocato in un sarcofago in pietra calcarea (oggi visibile nel duomo di Chiusi, all'inizio della navata sinistra, su cui è stata posta una lapide marmorea nel XVIII secolo). Sempre nel IV secolo d.C., per proteggere le catacombe dalle invasioni barbariche i loro ingressi furono interrati, tanto che le stesse sono state riscoperte solo in tempi recenti essendo oggi visitabilicite-ref-pro-5-14[5]. Durante le invasioni barbariche le consolari mwaqiAurelia e mwaqmFlaminia divennero in buona parte impercorribili e furono abbattuti alcuni ponti strategici sul mwaqqTevere, come quello lungo la mwaquFlaminia (interrotta) che si trovava presso il municipio di mwaqyOtricoli (mwaqcOcricolum). Pertanto, la mwaqgvia Cassia, lungo la quale si trovava il capoluogo chiusino, divenne un'arteria di accresciuta importanzacite-ref-pro-5-15[5].

Storia medievale

Quando nel 476 mwaq8Odoacre riconsegnò le insegne imperiali all'imperatore romano d'oriente, Chiusi continuò ad essere un capoluogo, probabilmente retto da dignitari Goti i quali, nella sede giudiziaria chiusina, applicarono la raccolta normativa denominata mwaraLex Romana Wisigothorum che mwarein loco ebbe un grande successo, tanto da essere utilizzata sino al XII secolo. Durante le due guerre gotiche (VI secolo), i Bizantini e i Goti lottarono per la conquista dell'ambita città, e grande doveva essere l'interesse per il suo controllo se mwariVitige vi lasciò una guarnigione di mille uomini. Durante il breve periodo bizantino fu operata la ricostruzione di ciò che era stato distrutto, e i Bizantini eressero stupende cattedrali in importanti capoluoghi italiani come Chiusi (dove si trovava un vescovo metropolita) e mwarmRoma, simili alla mwarqbasilica di Sant'Apollinare in Classe a mwaruRavenna. Nel principale colle di Chiusi, sul perimetro di una mwarybasilica paleocristiana, fu realizzata la basilica di San Secondiano, le cui bellissime colonne provenivano dal tempio di mwargVenere sull'omonimo colle. L'ultimazione della basilica risalì probabilmente al 565, al tempo del vescovo mwarkFlorentinus, come attestava un'iscrizione posta nel pulvino di una colonna all'interno di S. Secondianocite-ref-pro-5-16[5].

Quando i mwasmLongobardi scesero in mwasqItalia nel 568, fecero di Chiusi un ducato, essendo uno dei primi duchi chiusini, probabilmente, il celebre "longobardo d'oro" (mwasuFaolfus)cite-ref-6[6], trovato nel XIX secolo nella zona dell'Arcisa, durante uno scavo, ai piedi dell'altare di una chiesa longobardacite-ref-pro-5-17[5]. Il ducato longobardo di Chiusi controllava i confini occidentali del cosiddetto mwas4corridoio bizantino e la mwas8Tuscia meridionale, essendo molto più esteso dell'antico mwataager chiusino; esso infatti comprendeva anche mwateCortona, mwatiArezzo, mwatmChiusi della Verna (mwatqClusi Novi), l'alto mwatuLazio sino al torrente mwatyMignone (tra cui mwatcViterbo e mwatgBolsena), l'intera attuale mwatkprovincia di Grosseto e buona parte delle odierne province di mwatoPerugia, mwatsTerni (tra cui mwatwOrvieto) e mwat0Siena. La diocesi di mwat4Populonia, all'epoca in grande decadenza, costituiva il cuscinetto tra il ducato chiusino e quello lucchesecite-ref-pro-5-18[5]. Numerosi furono i tentativi dei duchi di Chiusi e di mwaumSpoleto di conquistare i vicini territori bizantini, tanto che nel 593 i Longobardi di Chiusi conquistarono un ulteriore lembo dell'odierna mwauqUmbriacite-ref-pro-5-19[5].

La basilica di mwauoSanta Mustiola, ristrutturata nell'VIII secolo dal duca chiusino Gregorio (nipote del re longobardo mwausLiutprando che, per alcuni anni, resse contemporaneamente il mwauwducato di Benevento nell'emergenza di sostituire un usurpatore), era probabilmente la chiesa madre (longobarda) di rito ariano, essendo la mwau0Cattedrale di San Secondiano la chiesa madre (cattolica) del ducato chiusinocite-ref-pro-5-20[5].

Sempre nell'VIII secolo i mwavmFranchi conquistarono l'Italia e tentarono inutilmente di domare lo strapotere dei duchi longobardi di Chiusi e di mwavqSpoleto al punto che mwavuPaolo Diacono, su impulso di mwavyCarlo Magno, (ri)scrisse la storia dei Longobardi dove, non a caso, non si fece menzione di Chiusi né di mwavcSpoleto. Sul finire dell'VIII secolo il pontefice romano lamentò incursioni e saccheggi del Duca di Chiusi a danno di mwavgRoma e dell'mwavkager romanocite-ref-pro-5-21[5].

Nell'814 l'imperatore mwav8Ludovico il Pio, nel tentativo di limitare lo strapotere delle famiglie longobarde di area chiusina, donò una parte del mwawaTrasimeno (già chiusino) al pontefice romano, rimanendo detta donazione, per alcuni secoli, "lettera morta". Da un documento di quel periodo si evinceva inoltre che mwaweCastiglione della Pescaia (GR) apparteneva, fino ad allora, al mwawipublicum di Chiusicite-ref-pro-5-22[5].

Finita l'epoca dei duchi, durante la dominazione carolingia, per buona parte del IX secolo Chiusi fu un capoluogo (mwawggastaldato) governato da un mwawkgastaldo direttamente dipendente dall'imperatore, essendo i confini del gastaldato più limitati rispetto a quelli del cessato Ducato, pur sempre ampicite-ref-pro-5-23[5].

Dalla fine del IX secolo le due grandi potenze dell'Italia centrale furono il mwaw8Ducato di Spoleto e il marchesato di Tuscia con sede a mwaxeLucca, la cui marca meridionale faceva capo a Chiusicite-ref-pro-5-24[5].

Nel 932, a seguito di un'invasione saracena in seno alla quale fu saccheggiato il territorio di mwaxcRoselle, gli mwaxgAldobrandeschi (forse di origine salica) si stabilirono a mwaxkSovana e cominciarono a dominare un ampio territorio che fino a quel momento faceva in buona parte capo a Chiusicite-ref-pro-5-25[5].

Con la dinastia imperiale Ottoniana (seconda metà del X secolo) furono affrancate le città di mwax8Arezzo, Chiusi, mwayaPerugia, mwayeSiena e mwayiOrvieto che mirarono a staccarsi dal potente marchesato lucchese. Tuttavia, a differenza della storica capitale chiusina (sede di un'antica diocesi, ospitante una prestigiosa scuola di arti liberali) che possedeva un vasto territorio, le emergenti città-stato limitrofe ambirono a ingrandirsi impadronendosi di lembi sempre più grandi del contado di Chiusi, essendo le loro mire assecondate dalla politica imperialecite-ref-pro-5-26[5].

Cominciarono quindi sanguinose e lunghe guerre tra le limitrofe città, in particolare tra Chiusi e mwaygPerugia (seconda metà del X secolo) per il controllo del mwaykTrasimeno e, in particolare, tra Chiusi e mwayoOrvieto, essendo Chiusi (che era costretta a guerre "di difesa") sostenuta da mwaysArezzo e da mwaywSiena, che a loro volta miravano a impossessarsi dell'mway0ager chiusino centro-settentrionalecite-ref-pro-5-27[5].

Dalla fine del X secolo, in epoca pre-comunale, il capoluogo della Contea chiusina fu occupato e dominato da famiglie, come i conti Bovacciani, sorretti dall'emergente città-stato di mwazqOrvieto, con alterne vicendecite-ref-pro-5-28[5]. Nel 1052-1055, dopo aver conquistato i crinali meridionali della Contea di Chiusi, gli Orvietani, sostenuti dalla politica imperiale germanica, ultimarono una mastodontica diga sul mwazkfiume Clanis (che aveva una scarsa pendenza) denominata Muro Grosso, allagando l'intero fondovalle chiusino per svariati chilometri e creando un gigantesco lago artificiale (cosiddette mwazsChiane).cite-ref-7[7] Questo evento sommerse e interrò le strutture e i ponti fluviali sul mwaaaClanis, nonché la mwaaevia Cassia e qualsiasi altra struttura e insediamento che si trovava nel fondovalle. Tale devastante e irreversibile evento isolò Chiusi, che per questo cominciò a perdere il controllo sul territorio situato dall'altra parte del mastodontico specchio d'acqua (Chiane), territorio che venne progressivamente dominato da enti ecclesiastici di area cortonese-aretina e da coloni perugini, mentre a sud si rafforzò la pressione orvietana e a nord-ovest quella senesecite-ref-pro-5-29[5].

Dalla fine dell'XI secolo e per quasi tutto il XII secolo, nonostante le difficoltà, si assistette a un rifiorire, anche architettonico, della città di Chiusi e in particolare del suo vescovado, che assestò duri colpi ad alcuni nobili del circondario legati alla città-stato di Orvieto e si riprese il controllo di enti ecclesiastici nel proprio contado, di cui in precedenza aveva perso il possesso, anche a est delle Chianecite-ref-pro-5-30[5]. Nel 1111, a fronte di una donazione dell'imperatore mwaa0Enrico V fatta a mwaa4papa Pasquale II in cambio dell'incoronazione imperiale, la contea-diocesi di Chiusi venne spaccata in due dalla linea di confine del mwaa8Patrimonio di San Pietro, avanzato a nord, costringendo il vescovo chiusino a una politica di continue mediazioni. In questo periodo si assistette a un grande splendore della scuola di arti liberali chiusina, che si trovava nel chiostro dell'episcopio, dove operarono teologi-giuristi di grande livello come il celebre mwabaGraziano, autore della versione originaria della mwabeConcordia discordantium canonum, più conosciuta come mwabiDecretum o mwabmmwabqDecretum Gratiani. Dalla fine degli anni venti del XII secolo, Graziano fu anche vescovo (o antivescovo) di Chiusi. Egli è definito "Gratianus clusinus episcopus" (vescovo nell'anno 1130) o semplicemente "Gratianus episcopus" in alcune fonti del XII secolo; in altre fonti del medesimo secolo è altresì definito "magister Gratianus" (in quanto fondatore della scientia nova [il diritto canonico] da lui stesso elaborata) e come "fons decretorum"cite-ref-pro-5-31[5].

Alla fine del XII secolo, con la morte dell'imperatore mwaboEnrico VI e con la prima grande ondata di malaria (1191), Chiusi si indebolì al punto da essere per l'ennesima volta riconquistata dalla città-stato di Orvieto, mentre a est delle Chiane i coloni della città-stato di Perugia occuparono definitivamente l'area orientale della contea chiusina, il cosiddetto mwabsChiugi peruginocite-ref-pro-5-32[5].Del decadimento di Chiusi e di altre città, Dante traccia una morale storica nel canto XVI del mwacaParadiso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose
Siti archeologici
Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-8[8]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di mwag01 250 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mwahaRomania 605 6,85%
• mwahiAlbania 205 2,32%

Cultura

Istruzione

Biblioteche

• La mwahgBiblioteca comunale della Città di Chiusi è la biblioteca pubblica del Comune di Chiusi. Attualmente è ubicata nella casa della cultura, in via Vittorio Veneto, nel centro storico. Dal 19/7/2022 la biblioteca è intitolata allo scrittore Ottiero Ottieri.

Musei
Teatro


Geografia antropica

Frazioni

• mwaisChiusi Scalo (252mwaiw m s.l.m., mwai04 061 abitanti)
• mwai8Macciano (335mwaja m s.l.m., 13 abitanti)
• mwajiMontallese (266mwajm m s.l.m., 529 abitanti)
• mwajuQuerce al Pino (328mwajy m s.l.m., 105 abitanti)

Altre località del territorio

Altre località notevoli, sparse nel territorio comunale, sono quelle di Asso di Picche, Caselle, mwajkDolciano, Fonteregina, Giovancorso, Montevenere, Pignattaia, Poggio Olivo, Quattro Poderi, San Gregorio, Toppo Basso.

Economia

Per quanto riguarda l'mwajwartigianato, è ancora attiva e diffusa mwaj0l'arte della ceramica del coccio, rinomata per i metodi di lavorazione tradizionali e per i prodotti tipici locali.cite-ref-aci-9-0[9]

Il comune si fregia della mwakmBandiera arancione, conferita dal mwakqTouring Club Italiano.

Infrastrutture e trasporti

Chiusi è connesso alla rete autostradale italiana grazie a un proprio casello sull'mwakcautostrada A1 del Sole denominato mwakgChiusi-Chianciano Terme, a circa 4mwakk km dal capoluogo comunale.

È presente poi la mwaksstazione di Chiusi-Chianciano Terme sulla linea mwakwFirenze-Roma e capolinea della ferrovia mwak0Empoli-Chiusi.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 15 luglio 1988 | 28 aprile 1989 | Enio Peppicelli | Partito Comunista Italiano | Sindaco | [ 10 ] |
| 28 aprile 1989 | 7 giugno 1993 | Fabio Poggioni | Partito Comunista Italiano , Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 7 giugno 1993 | 4 febbraio 1994 | Fabio Poggioni | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 27 giugno 1994 | 25 maggio 1998 | Marco Ciarini | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 25 maggio 1998 | 28 maggio 2002 | Marco Ciarini | centro-sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 28 maggio 2002 | 29 maggio 2007 | Luca Ceccobao | centro-sinistra | Sindaco | [ 10 ] |
| 29 maggio 2007 | 5 maggio 2010 [ 11 ] | Luca Ceccobao | lista civica | Sindaco | [ 10 ] |
| 5 maggio 2010 | 16 maggio 2011 | Fausto Bardini | lista civica | Vicesindaco f.f | [ 10 ] |
| 16 maggio 2011 | 30 giugno 2015 [ 12 ] | Stefano Scaramelli | centro-sinistra Per Chiusi | Sindaco | [ 10 ] |
| 30 giugno 2015 | 5 giugno 2016 | Juri Bettollini | centro-sinistra Per Chiusi | Vicesindaco f.f | [ 10 ] |
| 5 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Juri Bettollini | Partito Democratico | Sindaco | [ 10 ] |
| 4 ottobre 2021 | in carica | Gianluca Sonnini | centro-sinistra | Sindaco | [ 10 ] |

Alla data di revisione del 20 settembre 2006, il CAP attuale ha sostituito i seguenti codici:

• 53043 Chiusi città (capoluogo)
• 53044 Chiusi stazione (Chiusi Scalo)
• 53040 Montallese

Chiusi fa parte del circuito Città dell'Olio.cite-ref-13[13]

Gemellaggi
Calcio

Il paese ha tre squadre: la Nuova Polisportiva militante per diciotto stagioni consecutive in Eccellenza, l'Asd Città di Chiusi, società costituita nel giugno 2013 partecipante alla 3ª Categoria, e la UISP Chiusi.

La Nuova Polisportiva Chiusi è retrocessa in Prima Categoria al termine della stagione 2021/2022.

L'Asd Città di Chiusi presenta una caratteristica unica a livello nazionale; è composta infatti da soli giocatori nati o residenti nel comune di Chiusi, in stile Athletic Bilbao. I colori sociali sono il biancorosso dell'effigie comunale bordato di blu. Lo stemma dell'associazione raffigura Santa Mustiola che attraversa le acque del Lago di Chiusi sopra al suo mantello, portando con sé l'anello nuziale di Maria (vedi Leggenda dell'Anello - Santa Mustiola).

Il 1 Luglio del 2022 viene rinnovato l'intero organigramma della Nuova Polisportiva Chiusi che si unisce formalmente all'Asd Città di Chiusi, allo scopo di salvaguardare ed ampliare lo storico Settore Giovanile del paese lacustre.

Pallavolo

La pallavolo è una delle attività più importanti del panorama sportivo del paese che vede ben tre squadre militare in altrettanti campionati regionali e nazionali. La mwaqomwaqsEmma Villas Vitt Chiusi maschile che milita nel campionato nazionale di serie A2 (ivi promossa al termine del campionato 2014/2015), la mwaqwImmobiliare MB Vitt Chiusi femminile che milita nel campionato di serie B2 e la mwaq0Vitt Chiusi maschile che milita nel campionato di serie C.

Note

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cite-note-88. Dati tratti da: mwazmmwazqmwazumwazymwazcPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwazgmwazkPDF), su mwazoebiblio.istat.it, mwazsISTAT. mwazwmwaz0mwaz4mwaz8Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwa0aesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
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cite-note-interno-104. mwa2ihttp://amministratori.interno.it/
cite-note-115. Eletto mwa2yassessore regione.
cite-note-126. Eletto mwa2oconsigliere regionale.
cite-note-1313. mwa24mwa28mwa3aCittà dell'Olio, su mwa3ecittadellolio.it.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.chiusi.siena.it.
• citerefsapere-itChiusi, su sapere.it, De Agostini.